Archivio per giugno 2010

Midsommar!

Midsommar, la festa del solstizio d’estate, viene celebrata in Svezia nel primo fine settimana che cade dopo il solstizio vero e proprio. Come ho già accennato in un altro post, è una delle occasioni festive più sentite dagli svedesi che, detto in breve, se ne vanno nel giardino della loro casa in campagna (che tutti a Stoccolma possiedono) a ballare mezzi ubriachi intorno ad un palo decorato con fiori e foglie (il mio è un ben triste sarcasmo: sono solo invidioso in quanto qui a scrivere – e considero il ballare mezzo ubriaco intorno ad un palo molto più attraente).

Fortunatamente alcuni dei miei colleghi sono stati così amabili da organizzare una piccola Midsommar nel giardino del dipartimento. Senza il palo, ma con tutto il resto. Dal punto di vista gastronomico, che è quello che qui ci preme, il pranzo di Midsommar rappresenta una sorta di riassunto delle puntate precedenti con, in più, qualche novità. Quindi, a qualsiasi latitudine siate, se volete celebrare un perfetto Midsommar svedese, ecco come fare.

Fondamentali sono sill och potatis, questa volta pero’ preparate correttamente con patate novelle, e gravad lax, il salmone marinato. Potete arricchire con altre aringhe marinate: le senapssill, per esempio, aringhe con senape, sono state una piacevole sorpresa. Essenziale il pane svedese knäckebröd (ricordatevi sempre di imburrarlo: gli svedesi faranno anche 8 ore di jogging al giorno, ma un knäckebröd privo di burro è l’equivalente, per un italiano, della pizza hawaii). Qui la prima novità: guarnire il pane con il formaggio Västerbottensost. Ancora una volta devo ammettere: ottimo. E’ un formaggio stagionato proveniente dal nord (come dice il nome, dalla regione chiamata Västerbotten) che, tentando di trovare una flebile analogia, assomiglia al grana padano, solo un po’ più burroso (forse l’analogia è dovuta al fatto che anche questo si serve a sfoglie, raspadura-like).

La seconda novità riguarda le bevande che accompagnano il pranzo di Midsommar. L’argomento Svezia e alcolici merita – e riceverà – più attenzione nel futuro. Per ora basti dire che si pranza con birra leggera (quella che vendono nei supermercati, quindi con gradazione alcolica minore o uguale a 3.5°), sidro e…snaps, ossia bicchierini di acquavite. Gli snaps non vanno sorseggiati o bevuti, per così dire, in solitudine, il che scandalizzerebbe i vostri commensali (probabilmente più del pane non imburrato): è necessario che tutto il tavolo brindi, possibilmente cantando una canzone all’uopo (l’unica conosciuta al mio desco era la celeberrima “Helan Går”, praticamente l’equivalente di “bevilo, bevilo tutto..ecc. ecc.”) (nota: riconsiderare la portata degli universali transculturali).

Dovrebbe bastare. Siccome non ci sono ricette, ecco delle foto. Skål!

Il Vika Bröd, definito da J.L. la Rolls Royce degli knäckebröd.

Un tipico piatto di Midsommar: matjessill con panna acida ed erba cipollina, senapssill (aringhe marinate alla senape), patate novelle con aneto, una (microscopica) fetta di gravad lax e knäckebröd imburrato con Västerbottensost.

La tavola imbandita (senza esagerare, che si era all’università).

Il machissimo italiano vincitore del premio “faccia da quello che la sa lunga” (al primo snaps, tra l’altro).

Il pranzo volge al termine.

Il dolce. Una torta di fragole marinate nel lime, con cioccolato bianco e crema di vaniglia. La tradizione imporrebbe delle semplici fragole fresche, ma io sono conservatore solo per quanto riguarda la cucina italiana.

“Esistono più tipi di acquavite che renne nel gregge del tuo vicino” e, sullo sfondo, J.L. che, gesticolando platealmente, continua a seminare dubbi a proposito delle sue origini svedesi.

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Laxbullar med sultansås

Ingredienti:

  • filetti di salmone (400 grammi)
  • pancetta affumicata (100 grammi)
  • 1/2 peperoncino fresco
  • erba cipollina
  • pangrattato
  • burro
  • Per la salsa:

  • uva passa (sultanina, una tazza)
  • brodo di pesce (3 dl.)
  • aceto (1 cucchiaio da cucina)
  • salsa di soia (1 cucchiaio da cucina)
  • maizena (amido di mais, 2 cucchiai da cucina)
  • Ljus sirap (sciroppo di zucchero, 2 cucchiai da cucina)
  • burro
  • sale, pepe
  • Ora che le mie stanche membra sono tornate ad aggirarsi dalle parti di Stoccolma (prima si aggiravano dalle parti di Leipzig e, ancora prima, dalle parti della bellissima Höga Kusten, uno degli ormai rari luoghi in Europa dove i locali ringraziano i turisti per la visita), è tempo di riprendere il mio ruolo di portavoce mediterraneo della tradizione gastronomica scandinava.

    Dopo le köttbullar e le potatisbullar, con questo post rischio di comunicare la curiosa sensazione che qualsiasi cosa, in Svezia, abbia in sé le potenzialità di divenire una polpetta. Ma forse è proprio così. Non sentendomela per ora di approfondirne le ragioni, passiamo direttamente alla ricetta delle laxbullar (polpette di salmone).

    Sminuzzare i filetti di salmone, la pancetta, l’erba cipollina e il peperoncino fresco. Se possibile passare tutto al frullatore per ottenere un impasto più omogeneo e formare le polpette (non avrei mai creduto che questo impasto potesse rimanere insieme. Ma funziona. Immagino che la carne del salmone abbia un qualche potere adesivo). Passare le polpette nel pangrattato e poi friggerle in una padella dove avrete scaldato la solita generosa porzione di burro (nota: non è necessario aggiungere sale nell’impasto).

    Gli ingredienti della salsa, devo ammettere, sembrano essere il risultato di qualcosa a metà tra l’output di un processo random e una pozione magica. Per alcuni di essi, non riuscendo a farne una traduzione, ho mostrato ad una ragazza della coop (anche in Svezia si chiama così ed ha un logo identico. Chi ha copiato da chi?), simpaticamente allibita, il libro di ricette (fare questo in Svezia non è comune). Ad ogni modo, l’idea di base, come si evince dal nome (sultansås), è che ci debba essere dell’uva sultanina e che la salsa debba risultare abbastanza dolce, in modo da creare un piacevole contrasto con le polpette. E’ necessario preparare del brodo di pesce (3 decilitri), nel quale, una volta a bollore, fare cuocere per 5/10 minuti le uvette. Aggiungere la maizena e lasciare cuocere per ancora qualche minuto. Togliere quindi dal fuoco e mescolare gli altri ingredienti nelle dosi indicate sopra, amalgamando con un po’ di burro.

    Non so se in Italia esista qualcosa di analogo allo “sciroppo di zucchero” (il Ljus Sirap che si vede nell’immagine sopra). In Svezia è abbastanza diffuso, ma penso che, come molti degli altri singolari ingredienti della salsa possa essere sostituito (o, anche, mi perdonino i curatori di Hela Sveriges Husman, eliminato) con qualcosa che faccia una funzione analoga (magari del miele?).

    S.B. osserva con un’espressione enigmatica la sua laxbulla, ma forse è solo una conseguenza delle luci psichedeliche con cui sono solito accogliere gli ospiti a cena.


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