Archivio per luglio 2010

Biff à la Lindström

Ingredienti (per 4 porzioni):

  • carne macinata di bovino (300 grammi)
  • 3 tuorli d’uovo
  • 1/2 cipolla
  • capperi (30 gr.)
  • barbabietole rosse marinate (150 gr.)
  • sale, pepe bianco
  • burro
  • La non meno appetitosa che violacea via svedese all’hamburger prende il nome, almeno così mi informa Swedish Culinary Classics. Recipes with history and Originality, da tale Henrik Lindström. Il nostro, nato da genitori svedesi e cresciuto a San Pietroburgo, introduce la ricetta nel 1862 quando, nel ristorante di un hotel di Kalmar (ridente cittadina nel sud della Svezia che si affaccia sul mar Baltico) istruisce il cuoco su come preparare il suo speciale tortino di carne. Una certa influenza di sapori russo/orientali (capperi, barbabietole) mi sembra in effetti evidente: per quanto riguarda il contributo svedese mi viene da dire che sia stato quello di mischiare il tutto e farne la solita polpettona, ma è possibile che mi sia perso qualche sottigliezza.

    Per prepararlo tritare abbastanza finemente la cipolla e le barbabietole. Mischiarle con il macinato di carne, aggiungendo al preparato un po’ del succo della marinatura delle barbabietole. Aggiungere poi i tuorli d’uovo, i capperi e, se necessario, un po’ d’acqua. Aggiustare di sale e pepe. Le barbabietole rosse marinate vengono vendute in barattoli come quello della foto qui sotto: la marinatura consiste semplicemente in acqua, aceto, sale e zucchero. Il mio intuito mi dice che in Italia non si trovino (probabilmente la loro diffusione è proibita in aree in cui si possono mangiare verdure vere per gran parte dell’anno), ma forse potete andare in un negozio di gourmand polacchi e vedere cosa riuscite a recuperare.

    A questo punto creare, con il composto, gli hamburger, cercando di renderli il più omogenei possibile, in modo che mantengano durante la cottura la loro forma (nel mio primo maldestro tentativo ho dato vita ad una sorta di ragù à la Lindström, che non era quello che desideravo).

    Fatto questo, riscaldate come al solito un po’ di burro in una padella e, quando sfrigola, cuocete abbastanza velocemente il vostro hamburger svedese sui due lati. L’idea è che debba rimanere più o meno “al sangue” all’interno (non fatevi pero’ sviare dal colore viola della preparazione finita: deriva dalla barbabietola, non dal fatto che la carne sia cruda).

    Mi sbilancio e vi consiglio vivamente di sperimentare questo piatto. Se si trovano le barbabietole è probabile che gli altri ingredienti li abbiate già in casa. Con poca fatica potete fare qualcosa di inconsueto (la scena che immagino è che vi sporgete alla finestra e dite al vicino/a: “ho fatto un po’ di Biff à la Lindström, vuoi assaggiare?”). Alcuni affermano che, in un mondo perfetto, abitato da superuomini che non temono l’affaticamento digestivo, e forse nemmeno la morte stessa, il Biff à la Lindström vada servito a colazione, con sopra un uovo fritto e vodka ghiacciata ad accompagnarlo.

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