Toast Skagen

Ingredienti:

  • gamberetti
  • caviale rosso
  • aneto
  • maionese
  • senape
  • limone
  • pane bianco in cassetta (pancarré)
  • burro
  • Giusto per riprendere il ritmo, ecco una ricetta molto veloce, adatta per un pasto leggero (forse troppo leggero?) o per un antipasto, o per i brunch di gran classe che tutti noi prepariamo la domenica mattina (in effetti con del bloody mary questa cosa potrebbe avere un suo effetto).

    Nella sua semplicità la ricetta ha un qualche valore storico: se il nome – Skagen – deriva, per ragioni che mi sono ignote, da una cittadina danese, la preparazione ha una data di nascita (il 1958) e, soprattutto, un inventore, Tore Wretman, che è una sorta di nume tutelare della gastronomia svedese, se non IL nume tutelare. Prendendo un po’ di informazioni qua e là – purtroppo tutte in svedese – scopro come Wretman avesse in gioventù lavorato a Londra, Parigi (dal celebre Maxim’s) e New York (cosa di tutto rispetto di per sè, ma ancora di più, senza offesa, pensando al fatto che fosse svedese) e come, una volta tornato in patria, dopo la seconda guerra mondiale, si sia dedicato a rivedere la cucina casalinga svedese (husmanskost) alla luce delle esperienze all’estero, dando in pratica origine a quella che è oggi la cucina “tradizionale” svedese. Negli anni ’50 rileva la Operakällaren di Stoccolma, che è ancora oggi considerato come uno dei migliori ristoranti in città (siccome è poco probabile che ci andrete – come me del resto – la buona notizia è che esiste la Bakfickan, letteralmente la “tasca di dietro” dell’Operakällaren, dove si mangiano, in un ambiente – e con un servizio – meno sontuoso, ottimi piatti svedesi a prezzi ragionevoli).

    Tornando a noi, la preparazione del toast Skagen è alquanto elementare: lavare e sgusciare i gamberetti e lessarli per 2/3 minuti. Preparare una salsa con l’aneto finemente triturato, maionese, senape (in rapporto 4:1) e mescolarla ai gamberetti. Rosolare in un po’ di burro le fette di pane in cassetta (immagino che passarle nel tostapane sia una variante abbastanza accettabile) e preparare il toast. Guarnire con un cucchiaio di caviale rosso e una spruzzata di limone. Se proprio volete vezzeggiare i vostri ospiti (o se avete un blog di cucina svedese e dovete fotografare il piatto) decorate con l’aneto rimasto.

    Il caviale rosso è l’ingrediente misterioso del giorno. La differenza risiede nell’animale a cui vengono prelevate le uova: storione, nel caso del caviale nero, e salmone nel caso del caviale rosso. In Svezia, per ovvi motivi, il caviale rosso è molto più diffuso e gli svedesi sostengono, forse per il solito nazionalismo, che sia anche più gustoso di quello nero. Io questo non lo so, ma so che costa meno di quello nero (almeno qui), il che rappresenta di per sé un qualche vantaggio.

    Per finire, mentre ieri compravo i gamberetti al mercato coperto di Hötorget ho visto, con un po’ di emozione, le mie prime latte di Surströmming. A quanto pare è iniziata la stagione di questa controversa leccornia svedese. Sebbene i locali non perdano occasioni per sconsigliarmelo, almeno uno di loro (JL) sembra disposto a sostenermi in questo esperimento. Spero di darne notizie al più presto.

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    7 Responses to “Toast Skagen”


    1. 1 mct settembre 6, 2010 alle 3:12 pm

      Evviva! mi chiedevo proprio come usare il caviale rosso comprato in un mercato di Stoccolma: per ora lo spalmavo sulle uova sode, ma da oggi in poi solo toast skagen!

    2. 3 cucinasvedeseperitaliani settembre 6, 2010 alle 7:10 pm

      Beh sulle uova sode è un classico…ma per il caviale rosso il toast Skagen è più filologicamente corretto 🙂

    3. 4 Cadarn Artorivs aprile 20, 2012 alle 5:50 am

      Per caso ho trovato il tuo blog ad ho letto che ti interrogavi sullo strömming… non so se hai avuto nel frattempo modo di assaggiarlo ma cmq… io lo adoro ma bada bene che se decidi di comprare il barattolo al supermercato (trovi sia il tipo già sfilettato che quello con le lische) vai incontro ad un rituale/procedura abbastanza complesso quando lo aprirai… nella maggior parte degli appartamenti è proibito farne uso (l’odore è quanto di più forte si possa immaginare) quindi si deve aprire sott’acqua! Puoi usare un secchio bello capiente e poi dovrai sciacquare accuratamente il pesce sotto acqua corrente. Io lo mangio con Tunnebrod spalmato di burro, panna acida, aneto e patate novelle bollite! Saluti da Waxholm!

    4. 5 cucinasvedeseperitaliani aprile 20, 2012 alle 7:42 am

      Si si, ho provato quasi subito dopo avere scritto questo post… In effetti ho seguito il rituale/procedura che tu descrivi (https://cucinasvedeseperitaliani.wordpress.com/2010/09/08/surstromming/). E’ stata un’esperienza diciamo…interessante…non direi proprio che lo adoro, ma – a differenza di molti altri stoccolmesi metropolitani – lo rimangerei…

      • 6 Cadarn Artorivs aprile 21, 2012 alle 10:46 am

        Ahhh, ok, vedo! Sai, anche a me a primo boccone il retrogusto è sembrato molto simile a quello del sapore dei tartufi e anche dalla mia esperienza ho notato che solo la “vecchia guardia” svedese apprezza appieno questo piatto… la mia ragazza (svedese) non ne vuole neanche sentir parlare. All’epoca feci anche delle ricerche sulle origini di questo piatto e a quanto pare si risale fino all’epoca dei vikinghi con qualcosa di veramente simile. In pratica a fine estate usavano sotterrare in riva al mare gli squali pescati e poi li disseppellivano a primavera inoltrata quando si scioglieva il ghiaccio… interessante come la tradizione in qualche modo sia sopravvissuta fino ai giorni nostri! Vivi in Svezia?

        • 7 cucinasvedeseperitaliani aprile 21, 2012 alle 4:09 pm

          In effetti avevo sentito questa storia dello squalo dissotterrato: probabilmente è ancora peggio – o meglio, a seconda dei punti di vista – del surstromming. Credo lo si possa mangiare in Islanda.
          E: si, vivo in Svezia, sono ormai da un paio d’anni a Stoccolma….


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