Kroppkakor (gnocchi svedesi)

Ingredienti:

  • patate farinose (600 grammi)
  • 1 uovo
  • farina (ca. 200 grammi)
  • 1 cipolla gialla
  • carne salata di maiale – o pancetta affumicata (300 grammi)
  • pepe
  • sale
  • burro
  • nota: con le quantità indicate sopra ho preparato 10 kroppkakor. Una porzione ragionevole è di 3 o 4 per una persona.

    Siccome accade che me ne occupi professionalmente, tendo a considerare con un certo snobistico distacco le affermazioni cultural-relativiste del tipo “gli eschimesi hanno N parole per definire neve” (si sostituisca ad N un numero abbastanza alto da rendere – a vostro giudizio – sorprendente l’affermazione precedente) e, quindi (continua il mio relativista da cartolina), “vedono il mondo diversamente da noi”. Purtroppo, inoltre, il caso della neve e degli eschimesi, benchè così allettante (in realtà proprio per questo motivo), pare essere del tutto falso. Se non totalmente una frode, è frutto di un fraintendimento: la lingua inuit è infatti una lingua polisintetica (più o meno: le parole si attaccano l’una all’altra per formare concetti più complessi) per cui gli eschimesi hanno sì parole diverse per dire neve-che-cade e neve-che-si-scioglie, ecc. ma, per la logica di sopra, avranno parole diverse anche per renna-che-mangia, legna-che-brucia e tutto ciò che volete. (chi avesse del tempo libero può leggere qui un ottimo articolo – in inglese – sulla questione neve/eschimesi).

    Questo mio sano realismo ha tuttavia subito pochi giorni fa un duro colpo, avendo scoperto che il mio iniziale fallimento nella preparazione dei kroppkakor era dovuto al fatto che gli svedesi hanno molte parole per definire le patate, mentre io ne ho solo una. Forse, essi vedono il mondo diversamente da me. In breve, la regione del fallimento era legata al fatto di avere comprato delle generiche “potatis”, quando invece avrei dovuto comprare delle “mjöligpotatis”, ossia patate farinose (lo so, lo so, avrei potuto evitare la storia degli eschimesi e ricordarmi di come si fanno gli gnocchi).

    Comunque, dopo esservi procurati le patate farinose, sbucciatele e fatele bollire per una ventina di minuti. Schiacciatele e aggiungete l’uovo crudo e un po’ sale. Mentre lasciate raffreddare l’impasto, sminuzzate la cipolla, tagliate a dadini la pancetta (o la carne salata) e fateli soffriggere in padella, aggiungendo il pepe. Quando l’impasto si è raffreddato, aggiungete la farina e lavorate la pasta, cercando di ottenere un rotolo come quello dell’immagine qui sotto (mi spiace, non trovo niente di meglio della parola “rotolo”).

    Tagliate poi delle fette abbastanza alte di pasta e, aiutandovi con della farina, allargatele e create una depressione nel centro, nella quale andrete ad aggiungere il ripieno. Richiudete il tutto creando delle sfere “più grandi di una palla da golf e meno di una palla da tennis (purtroppo non mi ricordo chi fosse il visionario che mi ha dato questa indicazione)”

    A questo punto, immergete i kropkkakpor in acqua bollente e, quando salgono in superficie, fateli bollire per circa cinque minuti. Servite con burro fuso e accompagnandoli con la solita lingonsylt (marmellata di mirtilli rossi – acquistabile, volendo, alla solita ikea) (mangiare carne di maiale senza lingonsylt mi è ormai diventato impossibile. Giuro).

    E’ tutto. Come nel caso delle köttbullar esistono numerose varianti della ricetta base dei kroppkakor. Alcuni sostengono che i “veri” kroppkakor vadano preparati con patate crude, altri propongono un ripieno a base di funghi, altri ancora li condiscono, invece che con lingonsylt e burro fuso, con besciamella o, addirittura, con solo della senape. Su due punti tutti sono d’accordo. Il primo, non tanto sorprendente: le patate. Farinose. Il secondo (che approvo): i kroppkakor sono fantastici il giorno dopo, tagliati a metà e ripassati in padella con del burro (magari poi fate gli esami del sangue, giusto per sicurezza).

    D.K., indecisa sul da farsi, tenta di colpire i propri kroppkakor con un hishaku, siccome il the verde era finito.

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    4 Responses to “Kroppkakor (gnocchi svedesi)”


    1. 1 stephy ottobre 15, 2010 alle 4:52 pm

      danno l’impressione di essere buoni questi canederli del nord-più a nord!
      scrivendo KROPPKAKOR su Google il tuo blog è il 3° link (complimenti!) dopo quello di wikipedia e questo qui sotto:
      http://annesfood.blogspot.com/2006/11/kroppkakor-potato-dumplings.html

      sembra proprio che una tale ANNE ti stia facendo concorrenza nella trascrizione di ricette svedesi in inglese!però, c’è da dire a tuo vantaggio, che 1) non ha specificato il tipo di patate (e sicuro i poveretti che stanno tentando la ricetta staranno anche fallendo miseramente) e 2) non condisce il tutto con della cultural evolution!

      bacio

      stephy

      • 2 cucinasvedeseperitaliani ottobre 15, 2010 alle 9:26 pm

        ho controllato…bisogna riconoscere ad Anne il discutere all’inizio del problema…anzi, ora che ho letto, mi sento abbastanza solidale. Cito:

        It can’t be made during the summer, when there’s only new potatoes – they won’t hold together, and will just become a gluey mass. (Trust me, I know this from first-hand experience. Sigh.)

        C’è da dire, il suo blog è molto più fusion…

    2. 3 stephy ottobre 17, 2010 alle 7:17 pm

      è tutto merito dello sfondo rosa…;-)

    3. 4 Pro Gain 350 novembre 27, 2013 alle 10:56 am

      I am sure this paragraph has touched all the internet people, itss really really pleasant article on building up new blog.


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