Kräftskiva – Crayfish party!

La versione ufficiale è la seguente: E., moglie di J.L., addolorata del fatto che la mia unica cena con il sopraddetto fosse stata dedicata al famigerato Surströmming, decide di rimediare e di mettermi a conoscenza di un’altra tradizione gastronomica svedese, possibilmente più gradevole: un Kräftskiva (o crayfsh party, o, tento in italiano, una “festa dei gamberi”….). Vero o no, il risultato è che ho partecipato, sebbene con un ritardo di un paio di mesi, al mio primo Kräftskiva!

Il Kräftskiva, infatti, si tiene solitamente in agosto. A quanto pare, una legge dava inizio alla stagione di pesca dei gamberi il primo mercoledì del mese. Oggi, sebbene la legge sia stata abrogata (nel 1994) e i gamberi – ahimè – si comprino per lo più surgelati al supermercato, la tradizione di festeggiare in questo modo la tarda estate svedese è rimasta tale.

La cena – sorpresa – ruota intorno ai gamberi. Questi vengono fatti bollire in acqua e abbondante aneto (all’acqua si può aggiungere birra e, mi pare di ricordare – ma per i motivi che spiegherò a breve non ne sono certo -, vodka) e serviti con un po’ della loro acqua di cottura. Se si riflette sul fatto che l’energia consumata per mangiare i gamberi è probabilmente superiore al loro effettivo apporto calorico e che un Kräftskiva deve essere abbinato ad un congruo numero di snaps (bicchieri di acquavite), non è difficile realizzare che il piatto principale vada accompagnato da qualcosa d’altro. In particolare, nella nostra cena i gamberi sono stati affiancati da knäckebröd con Västerbottensost (di cui ho già parlato qui) e da una deliziosa Västerbottenpje (una torta salata a base di Västerbottensost) che sono poi riuscito a riprodurre, e di cui spero di parlare a breve.

A mio avviso, comunque, il maggiore interesse del Kräftskiva risiede nelle sue componenti socio-culturali più che nella sua pura espressione gastonomica: in particolare l’impressione è che lo scopo principale sia quello di permettere agli svedesi di comportarsi da non-svedesi (nonchè di sollazzarsi con gli ospiti stranieri che bevono uno snaps dopo l’altro, sottovalutandone l’intrinseco pericolo).

Facendo riferimento al documento fotografico soprariportato (giuro che presto cucinerò italiano per tutti i presenti alla cena!), infatti, si può innanzitutto notare come i Kräftskiva prevedano una serie di componenti estetiche – rispetto alla presenza delle quali sono stato intransigente – che cozzano con l’immagine di una nazione universalmente nota per il design misurato ed essenziale. Qui, per esempio, si possono vedere i cappellini a punta, il cui legame con i gamberi mi rimane purtroppo oscuro. Inoltre, dalla stessa immagine, è possibile intuire che, durante i Kräftskiva, è culturalmente accettato mangiare rumorosamente. In particolare, quando si attacca il proprio gambero, è costume succhiare con fragore il liquido di cottura che rimane in esso e, solo in seguito, iniziare a mangiarlo. Ancora, è considerato rispettabile o, meglio, meritevole, perdere ore per mangiare parti del gambero – per esempio le chele – dove, bisogna essere onesti, non si trova quasi niente (D.K. ha riscosso sinceri apprezzamenti per il fatto che, forse in virtù dei due anni trascorsi in una foresta del Sulawesi, mangiava praticamente anche il carapace del povero animale). Nel frattempo, si beve.

L’alcol, infatti, soprattutto in forma di birra e snaps, è componente essenziale del Kräftskiva. La situazione è paragonabile a midsommar, ma la mia impressione è che, mentre nel primo regna una certa atmosfera familiare, il secondo è considerato cosa più “adulta”. Per cui, gli svedesi, il cui rapporto con l’alcol, per ragioni storiche di cui spero di poter prima o poi parlare, è, diciamo così, abbastanza problematico e diffidente, considerano socialmente accettatto il fare qualche brindisi in più del normale. Alle mie iniziali dichiarazioni su cosa avrei voluto fare il giorno successivo, per esempio, O. rispondeva con tutta serietà che non si fanno programmi per il “giorno dopo” un Kräftskiva. L’autore di cucina svedese per italiani si è così trovato costretto, ovviamente suo malgrado, ad onorare questo aspetto della tradizione.

La bevanda in questione prende il nome di “Bäska droppar”. La traduzione automatica della pagina di wikipedia svedese dedicata a “Bäsk” (eccola) meriterebbe un intero post. Oltre al titolo (“Crogiolarsi”), addiziona in poche righe surrealiste termini quali “assenzio”, “St. Bartholomew’s Day Massacre” e “cicuta”. Io mi dissocio, almeno parzialmente, da questi toni allarmistici. E’ amara, molto amara; era lo snap preferito dal nonno di J.L.; J.L. ha ben capito i miei gusti in fatto di bevande alcoliche. Dopo ripetuti brindisi potrebbe accadere, in questo ordine, di: (i) cantare con voce nasale “Adesso tu” di Eros Ramazzotti, (ii) esprimere la propria visione sulle strategie a lungo termine che dovrebbe adottare il Centre for the Study of Cultural Evolution e (iii) uscire dimenticandosi le scarpe. (L’ordine temporale è importante.) (Si tratta ovviamente di esempi fittizi.)

Qui siamo all’inizio della cena. Vorrei fare notare che J., la delicata creatura che si trova nell’angolo a destra, è lo stesso individuo che sostiene la veridicità dell’equazione hangover + surströmming = felicità. (Non era poi così pericolosa come mi immaginavo).

L’allegra brigata ora al dolce. Al centro, la piccola A., che, contrariamente a quanto tutti si aspetterebbero, è stata quella che ha mangiato un piatto di spaghetti.

Annunci

0 Responses to “Kräftskiva – Crayfish party!”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 44 follower

“Cucina svedese per italiani” è segnalato da:


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: