Blodkorv

Il blodkorv – letteralmente “salsiccia di sangue” – è una variante proveniente dalla Svezia meridionale (si fa per dire: la Scania – Skåne in svedese -, la regione da cui origina, è pur sempre alla stessa latitudine di, per esempio, Mosca) del più comune blodpudding. Entrambi sono insaccati a base di sangue di suino, ma il primo si differenzia dal secondo principalmente poiché contiene nell’impasto anche pezzi di lardo ed uvette e per avere, così mi dicono, un sapore più “accettabile” per un palato non-nordico.

Gli svedesi tendono ad essere restii a consigliare di sperimentare blodkorv o blodpudding (forse non sanno che in Italia abbiamo una tradizione di sanguinacci ed affini per cui poco o nulla ci dovrebbero spaventare queste preparazioni) ma, nello stesso tempo, affermano tutti di avere una sorta di legame affettivo, in particolare con il blodpudding, “perché lo mangiavano a scuola”. Cosa questo voglia dire io lo ignoro (il razionalissimo stato svedese cercava di non sprecare nulla delle proprie risorse naturali e rifilava alle mense scolastiche quintali di blodpudding? il sangue ha proprietà nutrizionali – ferro? – particolarmente utili nei climi boreali?) e tuttavia l’immagine di nugoli di bambini biondi intenti a mangiare fette di sangue in una scuola negli anni ’80 continua ad inquietarmi un poco.

Comunque, dopo una mattinata di ricerca sotto una pioggia gelida, terminata al solito mercato di Hötorget, ho potuto assaggiare la mia prima fetta di blodkorv. Il sapore non è male, sebbene un po’ dolciastro per i miei gusti (la cosa che mi ha ricordato di più è il vin brulé…). L’utilizzo consueto è, comunque, come si vede dalla foto, quello di tagliarne delle fette abbastanza alte e passarle per un paio di minuti in padella con un po’ di burro, accompagnando il tutto con lingonsylt (marmellata di mirtillo rosso) e qualche fetta di pancetta affumicata. Grazie alla cottura, il blodkorv perde in parte il gusto dolce e l’insieme risulta tutto sommato gradevole.

Per ragioni del tutto indipendenti (grazie D.K.), la sera prima del blodkorv ho visto il film Låt den rätte komma in (in inglese, “Let the right one in”, in italiano non so se esista, in italiano, come mi informa O.G. nei commenti, Lasciami entrare). In breve, tratta di sobborghi di Stoccolma, inverni innevati, bambini biondi dei primi anni ’80 e…vampiri. Si tratta di un horror molto anticonvenzionale, estremamente lento, con pochi dialoghi ed un finale per me inquietante (ma ho scoperto poi di averlo sovrainterpretato). Pur non essendo appassionato di horror e men che meno, diciamo così, particolarmente toccato dall’attuale interesse cinematografico per vampiri dai buoni sentimenti (e dal bell’aspetto) vi consiglio questo film svedese. Non per fare lo snob, ma la versione doppiata in americano – che ho abbandonato dopo una decina di minuti – distrugge l’atmosfera in modo irrimediabile. Quindi direi lingua originale con sottotitoli (come dicevo non parlano granchè, dopotutto sono svedesi).

Aggiungendo del blodkrov potreste organizzare un fantastico gloom-gore-winter swedish party. Ma forse avete di meglio da fare.

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3 Responses to “Blodkorv”


  1. 1 Onofrio novembre 23, 2010 alle 5:35 pm

    Lasciami entrare (http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=57204) è il titolo italiano di Låt den rätte komma in, film svedese che ho apprezzato moltissimo nonostante la mia avversione per vampiri e affini, difatti preferisco gli zombi ai succhia sangue. In ogni modo, il pudding lo trovo interessante ma è ora che cominci a fare un po’ di cucina fusion italo-svedese. Che ne so un pesto di aneto e acciughe o crostini con sanguinaccio e lardo di colonnata etc.

    • 2 cucinasvedeseperitaliani novembre 23, 2010 alle 9:44 pm

      maledetti succhia sangue. ottimo, comunque: ho provveduto ad inserire l’informazione nel post.
      Per quanto riguarda la fusion italo-svedese può essere un’opzione per “cucina svedese per italiani 2.0”, anche perchè fra poco i piatti svedesi finiscono e se resto scandinavo mi tocca inventarmi qualcosa…

  2. 3 greedomusic dicembre 2, 2010 alle 6:31 pm

    concordo per i maledetti succhiasangue!
    e voto per il 2.0!


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