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Midsommar!

Midsommar, la festa del solstizio d’estate, viene celebrata in Svezia nel primo fine settimana che cade dopo il solstizio vero e proprio. Come ho già accennato in un altro post, è una delle occasioni festive più sentite dagli svedesi che, detto in breve, se ne vanno nel giardino della loro casa in campagna (che tutti a Stoccolma possiedono) a ballare mezzi ubriachi intorno ad un palo decorato con fiori e foglie (il mio è un ben triste sarcasmo: sono solo invidioso in quanto qui a scrivere – e considero il ballare mezzo ubriaco intorno ad un palo molto più attraente).

Fortunatamente alcuni dei miei colleghi sono stati così amabili da organizzare una piccola Midsommar nel giardino del dipartimento. Senza il palo, ma con tutto il resto. Dal punto di vista gastronomico, che è quello che qui ci preme, il pranzo di Midsommar rappresenta una sorta di riassunto delle puntate precedenti con, in più, qualche novità. Quindi, a qualsiasi latitudine siate, se volete celebrare un perfetto Midsommar svedese, ecco come fare.

Fondamentali sono sill och potatis, questa volta pero’ preparate correttamente con patate novelle, e gravad lax, il salmone marinato. Potete arricchire con altre aringhe marinate: le senapssill, per esempio, aringhe con senape, sono state una piacevole sorpresa. Essenziale il pane svedese knäckebröd (ricordatevi sempre di imburrarlo: gli svedesi faranno anche 8 ore di jogging al giorno, ma un knäckebröd privo di burro è l’equivalente, per un italiano, della pizza hawaii). Qui la prima novità: guarnire il pane con il formaggio Västerbottensost. Ancora una volta devo ammettere: ottimo. E’ un formaggio stagionato proveniente dal nord (come dice il nome, dalla regione chiamata Västerbotten) che, tentando di trovare una flebile analogia, assomiglia al grana padano, solo un po’ più burroso (forse l’analogia è dovuta al fatto che anche questo si serve a sfoglie, raspadura-like).

La seconda novità riguarda le bevande che accompagnano il pranzo di Midsommar. L’argomento Svezia e alcolici merita – e riceverà – più attenzione nel futuro. Per ora basti dire che si pranza con birra leggera (quella che vendono nei supermercati, quindi con gradazione alcolica minore o uguale a 3.5°), sidro e…snaps, ossia bicchierini di acquavite. Gli snaps non vanno sorseggiati o bevuti, per così dire, in solitudine, il che scandalizzerebbe i vostri commensali (probabilmente più del pane non imburrato): è necessario che tutto il tavolo brindi, possibilmente cantando una canzone all’uopo (l’unica conosciuta al mio desco era la celeberrima “Helan Går”, praticamente l’equivalente di “bevilo, bevilo tutto..ecc. ecc.”) (nota: riconsiderare la portata degli universali transculturali).

Dovrebbe bastare. Siccome non ci sono ricette, ecco delle foto. Skål!

Il Vika Bröd, definito da J.L. la Rolls Royce degli knäckebröd.

Un tipico piatto di Midsommar: matjessill con panna acida ed erba cipollina, senapssill (aringhe marinate alla senape), patate novelle con aneto, una (microscopica) fetta di gravad lax e knäckebröd imburrato con Västerbottensost.

La tavola imbandita (senza esagerare, che si era all’università).

Il machissimo italiano vincitore del premio “faccia da quello che la sa lunga” (al primo snaps, tra l’altro).

Il pranzo volge al termine.

Il dolce. Una torta di fragole marinate nel lime, con cioccolato bianco e crema di vaniglia. La tradizione imporrebbe delle semplici fragole fresche, ma io sono conservatore solo per quanto riguarda la cucina italiana.

“Esistono più tipi di acquavite che renne nel gregge del tuo vicino” e, sullo sfondo, J.L. che, gesticolando platealmente, continua a seminare dubbi a proposito delle sue origini svedesi.

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