Posts Tagged 'piatti da tarda notte'

Janssons frestelse (la tentazione di Jansson)

Ingredienti (per una teglia rotonda da circa 20 cm. di diametro per 5 cm. di altezza):

  • patate (500 grammi circa)
  • una confezione di spratti, o sarde papaline (125 grammi)
  • panna liquida (2 dl.)
  • una cipolla gialla grossa
  • pangrattato
  • burro
  • pepe bianco
  • sale
  • Si, sono d’accordo. Non solo il Janssons frestelse ha un nome eccentrico (per avere più informazioni potete guardare wikipedia (in inglese) che, a sua volta, rimanda anche ad una trattazione (in svedese) più approfondita), ma non è nemmeno particolarmente fotogenico. Il punto, pero’, è un altro: questa preparazione rappresenta, a mio avviso, l’evoluzione più alta, forse una vetta di perfezione altrimenti innarrivabile, di tutta una categoria gastronomica che potremmo definire “piatti da tarda notte”. Avete mai, da adolescenti, mangiato con grande diletto sottilette o pane e maionese, dopo essere tornati a casa intorno alle tre o quattro? Spero di si. Poi siete cresciuti e siete passati ai panini con salamella e melanzane grigliate ed alla pasta aglio olio e peperoncino? I gusti si sono raffinati ed ora nel frigorifero avete quel formaggio che fanno i vostri amici del consorzio? Bene: dimenticatevi tutto ciò e passate, come me, alla tentazione di Jansson.

    Prima di iniziare è necessaria una parentesi a proposito degli “spratti”, o “sarde papaline”. In svedese si chiamano “ansjovis”, che potrebbe legittimamente fare pensare all’inglese anchovies e quindi alle nostre acciughe. Purtroppo non è così. Il sito Nordic Recipe Archive si mostra urbanamente scandalizzato a proposito della possibilità di preparare un piatto scandinavo con delle acciughe (che, invece nota, pare vengano usate per cucinare nel sud della Francia).
    Gli spratti sono più simili alle sarde e si trovano soprattutto nella parte settentrionale dell’oceano Atlantico orientale (leggi: davanti alla Norvegia). Nell’immagine mostro infatti orgoglioso i miei spratti provenienti da Grebbestad, città svedese, ma che si trova sulla costa occidentale, pochi chilometri a sud della Norvegia.

    Purtroppo non si può passare la vita a discutere di spratti, quindi, in conclusione, se non li doveste trovate, possono semmai essere sostituiti con le sarde, ma non con le acciughe. Un problema addizionale è che, come per le matjessill di cui si è già trattato, la marinatura tradizionale tende al dolce e questo mi sembra essere essenziale per equilibrare o, meglio, dis-equilibrare leggermente, il sapore dello Janssons frestelse, che altrimenti potrebbe forse risultare un po’ troppo prevedibile.

    Ad ogni modo, sbucciare le patate e tagliarle a “bastoncini” (il taglio tipico delle patate fritte). Affettare grossolanamente la cipolla e farla imbiondire in un po’ di burro, togliendola prima che diventi scura. Scolare gli spratti, conservando il liquido, e mescolare quest’ultimo con la panna, un po’ di sale (poco) e pepe bianco. In una teglia imburrata fare un primo strato di patate, poi alternare patate, cipolle e spratti e concludere con un ultimo strato di sole patate. Versate il preparato panna/marinatura/pepe nella teglia, che dovrebbe riempire quasi fino al bordo (chi indovina quale altro piatto svedese si prepara allo stesso modo vince gli avanzi del gravad lax che ho ancora in frigorifero). Ora potete spolverare con del pangrattato e dovreste avere ottenuto qualcosa del genere.

    Scaldare il forno a 200°C e lasciare cuocere la tentazione di J. per circa un’ora prima di toglierla e di lasciarla riposare. A questo punto, fate cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli e serviteli con il vostro condimento preferito: cenate, ed uscite. Bevete un paio di birre mentre decidete cosa fare e poi andate, per esempio, ad un concerto (ma, mi raccomando, state più vicino al bancone del bar che al palco) oppure – perchè no?, è da tanto che non lo fate – a ballare (anche qui vale lo stesso consiglio del concerto). A fine serata, prendetevi l’ultima vodka e salutate tutti. Avviatevi verso casa bramando il vostro pane con la maionese e poi, una volta entrati, esprimete sincera sorpresa trovando sul tavolo della cucina una teglia piena di uno strano sformato, il cui nome non riuscite a ricordarvi se non dopo grande sforzo. Riaccendete il forno e fatelo solo intiepdire. Mi ringrazierete. Non sto scherzando.

    Annunci

    Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 43 follower

    “Cucina svedese per italiani” è segnalato da: