Posts Tagged 'stereotipi nazionali'

Amore al sapore di polpette

Mi scuso con i miei lettori per un secondo post, dopo l’ormai celeberrimo “La ricerca della ur-polpetta”, in cui non presento una ricetta svedese.

Il fatto è che (ovviamente grazie al successo di “cucina svedese per italiani”) IKEA ha deciso di incominciare un video blog di cucina in cui una famigliola italo/svedese prepara piatti tipici. La serie, dall’accattivante titolo “Le tentazioni di Inga”, comprende finora dodici filmati. Io ne ho visto solo uno, intitolato “Amore al sapore di polpette [sic]”, dedicato alle köttbullar, che qui vi riporto. Fate una pausa e guardatelo, che poi non mi è venuta voglia di scrivere tanto.

 

 

Ora, non so se voi siete riusciti a vederlo fino alla fine, ma comunque già dall’inizio veniamo a sapere che Yuri (il marito) è un bagnino a cui “piacciono i piatti svedesi…(lunga pausa)…e le svedesi [sic]”. Continuando è chiaro che Yuri, da buon bagnino romagnolo, sia un panzone cerebroleso e sottomesso alla pratica, ed estremamente noiosa, Inga (la moglie svedese). Elvira (la figlia) ci fa sapere di essere “il frutto di un amore sbocciato sulla vivace rivera adriatica [sic]” negli anni ’80. Mi spiace per tutti. Se qualcuno avesse le forze e, come me, purtroppo, il tempo, di vedere altri filmati, mi faccia sapere.

Detto questo, non vorrei che il mio commento apparisse come la solita critica snobistica fine a se stessa. Qualora IKEA decidesse di cambiare strategia di marketing, e di aggiungere un po’ di verve alle pubblicità, io sarei ben lieto di collaborare con Inga, Yuri e – soprattutto – con Elvira. Come ricompensa mi accontenterei di una fornitura vitalizia di candele glimma. Se la cena si dovesse organizzare nel fine settimana prometto inoltre di portare una bottiglia (anche due, Yuri?) di Bäska Droppar.

Raggmunk (pancake di patate)

Ingredienti (per 2 porzioni, circa 4 pancakes):

  • patate (400 grammi)
  • farina (45 grammi)
  • latte (1.5 dl.)
  • 1 uovo
  • sale
  • burro
  • bacon
  • lingonsylt (marmellata di mirtilli rossi)
  • uno

    Il primo giorno della mia prima visita ufficiale a Stoccolma, i miei colleghi decisero – ora mi è chiaro che fosse in mio onore, ma al momento non ero ancora in grado di leggere i sottili segnali con cui gli svedesi rendono manifeste le loro intenzioni in campo sociale – per un pranzo diverso dall’ordinario universitario (per chi fosse interessato: qui). Anche se vista la temperatura attuale mi sembra strano persino scriverlo, seduti ad un tavolo all’aperto discorrevamo – come spesso accade quando ci si incontra per le prime volte tra stranieri e non si sa bene che dire – di stereotipi nazionali. Doveva essere intorno alla fine di agosto.

    I miei commensali, per esempio, mi resero partecipe dell’esistenza di un gradiente scandinavo est/ovest corrispondente alle categorie junghiane di introversione ed estroversione. In altre parole, i norvegesi sarebbero dei simpatici mattacchioni, seppur tendenzialmente disorganizzati e rumorosi, al contrario del loro antipodici finlandesi, tristi figuri solitari, con un evidente debole per la bottiglia. Gli svedesi, manco a dirlo, sarebbero l’ottimale combinazione delle due tipologie, seri quanto un finalndese, ma briosi come ad Oslo. Io fui costretto ad ammettere che dalle mie parti non facevamo troppe distinzioni e cercai di spiegare, nel modo piu’ gentile possibile, che, superata a nord la Germania, c’era solo un vago paesaggio di campeggiatori, saune, donne bionde bramose di uomini baffuti, e, al massimo, IKEA (tra l’altro, mi pare, e noto questo con – disinteressato – rammarico – l’attrazione donna bionda / uomo baffuto mi sembra decisamente fuori moda. Ma forse lavoro troppo. O forse sono sfortunato).

    Perche’ questo lungo preambolo? Come avrete immaginato stavamo mangiando Raggmunk, e come avrete immaginato non trovo molto da dire su un pancake di patate accompagnato da fette di bacon. La ricetta mi pare autoevidente: grattugiare le patate e mescolarle con gli altri ingredienti (latte, uova, farina e sale) e friggere il tutto in una padella in cui avrete fatto scaldare del burro. Accompagnare con delle fette di bacon croccante e con la solita lingonsylt (la regola, dopo un po’, l’ho imparata: dove c’e’ maiale, c’e’ anche, sempre, lingonsylt).

    Che dire? “Swedish Culinary Classics. Recipes with history and originality” mi dissuade dal preparare un Raggmunk con patate novelle, che non conterrebbero amido a sufficienza per tenere insieme il pancake. D’altra parte, nota, con un tono che mi immagino sarcastico, che il Raggmunk e’ un piatto tipicamente invernale, quindi non c’e’ questo rischio. Chi mai mangerebbe un Raggmunk a giungo? Eh gia’.


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